| “Tuo figlio, Olympias, il Ricettacolo del dio, il figlio prediletto di Ammon, che è Zeus e Bel-Murduk… sarà tutto per tutti, dio e uomo, padre e figlio, uomo e donna, nemico e amico… Distruggerà il mondo e lo salverà, dubiterà e crederà, metterà in dubbio la fede e avrà fede nel dubbio… sarà il credo degli increduli. Morirà giovane e vivrà immortale. Avrà più doni di quanto un mortale abbia mai ricevuto e li dilapiderà tutti. Ogni potere, nel bene e nel male… l’umiltà e l’arroganza…” Così scrive Gisbert Haefs tessendo un eccezionale ritratto del più giovane e più grande condottiero del mondo antico: Alessandro Magno. Nel suo romanzo storico, Haefs da’ voce ad Aristotele, filosofo e maestro di Alessandro, il quale racconta al giovane guerriero macedone Peukestas l’ascesa del figlio di Filippo, dalla sua infanzia a Pella alla salita al trono e alla consacrazione come conquistatore invincibile. In una Grecia squassata da contrasti intestini, in una Macedonia con a capo Filippo che tenta di portare ordine e, allo stesso tempo, di conquistare le polis greche, c’è posto non solo per battaglie entrate nella storia, ma anche per riti d’iniziazione e divinità sanguinarie, per antiche profezie, musica e filosofia. Scopriamo così la grande passione di Filippo e Olympias che, tuttavia, si spense, lasciando posto al rancore e ai sotterfugi, vediamo il giovanissimo Alessandro nel Liceo di Mieza a discutere con Aristotele sul senso di vuoto che sembra divorarlo, lo vediamo confrontarsi con suo padre e combattere al suo fianco nella battaglia di Cheronea che segnerà la conquista definitiva dell’Ellade, alla quale Demostene non potrà più opporsi. Scopriamo un Alessandro che si porta dentro un inesauribile voglia di conquista, di sapere, che lo spingerà, una volta salito al trono, sino ai confini del mondo conosciuto. Con maestria Haefs riesce a trasportare il lettore in terre lontane, dalla Grecia all’Egitto, fino in Macedonia, riesce a narrare di riti ancestrali e banchetti di corte con naturalezza sorprende, mostrandoci il recto e il verso dei personaggi storici che siamo soliti studiare sui libri di storia, donando loro quello che sembrano aver perso: passioni, sentimenti, forza, debolezze, rendendoli vivi e assai più vicini a quanto potremmo aspettarci. (recensione scritta da me per il giornale del mio istituto) ~ Scrivo in: EFP / FanWorld / FanFic Italia / Phantastes & Immaginaria (Facciamo che se becco in giro roba mia scopiazzata, vi stacco le ditine e ci gioco a dadi!^^) Ho donato il mio corpo e la mia anima a Criticoni XD ~ ~ ~ ~ Io sono il Libero Vento di Ghibli Sono il Khamsin che carezza sensuale le dune del deserto e che prosciuga l'anima delle sue vittime.
Io sono e sarò ciò che voglio, quando voglio, come voglio. La verità è che sono L i b e r a.  Torna, di notte, e prendimi. Torna e prendimi, perchè la memoria di baci ardenti trascorre nel mio sangue, bruciante. E la mia carne grida, ti chiama. Torna e prendimi. Lascia che le mie dita ti trovino e scivolino su di te. Lasciami libera di scorrere sulle strade del tuo corpo, come il fuoco strisciante. Lascia che ti sazi e t`inebri, lascia che mi abbandoni, ebbra di Baci Oscuri.
Il mio desiderio corre per i cammini del Sangue. Lento, scivola in caldi rivoli scarlatti sulla mia pelle tesa. Accarezzi, lecchi, mordi. Tutto conquisti. Tutto sospendi in un istante di doloroso piacere, nel brivido supremo che scuote il corpo orgasmante. Mi tremano le vene. E' sottile la corda che si tende e lega, il canto del sangue che si eleva. E il cuore e il respiro modulano sensazioni, parole, pensieri che solo a a te che plasmi l'Anima sono diretti. Scivola, scivola come miele sul seno, sul ventre, tra le cosce schiuse.
Torna e prendimi, sempre.Sign by Fucker Grafic Avatar by Rayne Testo by me ù_ù |